Male al ginocchio? Colpa dell’anca…. 2

Una settimana è passata senza aggiornamento. Vi prego di scusarmi. Ma con il mio trasferimento di sede e mille cose da organizzare avevo assai poco tempo a disposizione.

Comunque eccoci qui. Riprendiamo il discorso iniziato le scorse settimane….

La sindrome femoro-rotulea è una patologia molto complessa (o forse sarebbe meglio dire “di cui capiamo poco”, perchè appena ne capiamo di più le cose diventano semplici). Le cause che la producono sono diverse, tuttavia fino al 2003 quasi tutti erano d’accordo con l’idea che il problema principale fosse dovuto uno spostamento eccessivo della rotula durante l’estensione del ginocchio. lo spostamento avveniva dall’esterno contro il condilo mediale del femore, ma sopratutto questo si associava ad una rotazione della rotula sull’asse longitudinale. Come si può vedere nell’immagine sotto:

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L’angolo alfa identifica la rotazione della rotula. La linea orizzontale è tracciata sull’asse maggiore della rotula nella posizione di partenza, mentre la seconda nella posizione finale del movimento. La rotazione del femore invece era praticamente nulla. Quindi la teoria sembrava giusta…… Sembrava!!! Infatti questo tipo di immagine si otteneva con una flesso-estensione della gamba in catena cinetica aperta. Quando lo stesso movimento viene ripetuto con il carico le cose risultano assai differenti, ed ecco come: Continua a leggere

Male al ginocchio? Colpa dell’anca

Questa settimana sono in leggero ritardo, ma visti gli impegni è quasi un miracolo che riesca a scrivere.

Inizialmente volevo parlare di un lavoro pubblicato recentemente sul British Journal of Sport Medicine. Tuttavia mi sono reso conto che era utile fare prima delle necessarie premesse per far comprendere meglio il contesto scientifico in cui quest’articolo va ad inserirsi. L’articolo in questione, prodotto dal gruppo di C. Barton, verrà analizzato la settimana prossima, ma se volete dargli un occhiata in anteprima lo trovate qui (se siete abbonati al BJSM) o qui se invece volete leggerlo free.

Per iniziare ad addentrarci sulla questione analizzerò questo bellissimo articolo che fa il punto sulla correlazione biomeccanica tra anca e ginocchio che dovete leggere assolutamente (e che trovare qui).

Negli ultimi anni vi sono sempre più lavori che suggeriscono come un non perfetto controllo dei muscoli dell’anca, della pelvi e del tronco possa alterare la cinetica e la cinematica dell’articolazione femoro-tibiale e patello-femorale. Questo perchè i momenti meccanici interni creati dalla forza di reazione del terreno sono contrastati dalla contrazione muscolare e dai tessuti non contrattili come i legamenti e le capsule.

No….. asp…. che ho detto? Giuro non ho insultato nessuno ma mi rendo conto che per un operatore sanitario i termini fisici risultino simili all’arabo. In realtà sono concetti semplici da capire, basta fare alcune premesse.

Quando si parla di un movimento lineare, come ad esempio quando Lara Croft spinge un masso che non ruota è relativamente poco importante tenere in considerazione dove è applicata la forza. Il masso si sposta perchè io applico una forza di una certa intensità e spostando il masso compio un determinato “lavoro” (non c’è bisogno di mettere formule ma se proprio le volete: per la forza=massa per accelerazione, ossia  F=ma, per il lavoro= forza per lo spostamento. ossia L= Fs).

Quando parliamo di oggetti che ruotano su di un punto fisso invece è importante sapere dove è applicata la forza. Provate a fare un esperimento: provate a chiudere la porta di casa spingendo sul punto più lontano dal suo asse di rotazione. Non dovreste fare molta fatica. Ora prove a chiuderla però spingendo vicino al suo asse. Farete molta più fatica. Se la porta è blindata sarà uno sforzo importante. Con la stessa forza di prima non riuscireste mai a spostarla. E’ necessario quindi definire una nuova misura fisica per i movimenti rotatori intorno ad un asse che definiamo “momento meccanico” e che è data dalla forza moltiplicata per il “braccio”, ossia la distanza dell’asse di rotazione al punto in cui applicate la forza.  Un esempio chiarirà tutto

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