Il mio impegno…..

All’inizio dei miei studi come fisiatra sono stato disorientato dall’enorme quantità di differenti approcci proposti per risolvere il problema che il paziente ci pone: come posso stare meglio? Negli anni, in questo ambito, c’è stato un fiorire di differenti filosofie. Metodo Cyriax, metodo Maitland, metodo Mckenzie, metodo Stecco…. potrei andare avanti per ore.

Se guardo alle altre branche della medicina, non posso non notare come questa sia un anomalia presente solo in questa specialità. Tutto ciò ha sempre contrastato con l’idea che avevo in mente di scienza; ossia un insieme univoco di conoscenze ottenute con modalità rigorose. Quando leggo la parola “metodo” usata in questa maniera, penso che in realtà sarebbe più opportuno utilizzare la parola “opinione”. Non c’è nulla di sbagliato in questo, e certamente sulla maggior parte degli argomenti non abbiamo ancora raggiunto un discreto grado di “verità scientifica”. Tuttavia credo che sia corretto analizzare quanto le differenti visioni poggino su delle reali “evidenze”. E’ giunto il momento anche per la riabilitazione di entrare nell’evidence based medicine.

Con questa finalità in questo Blog mi propongo di analizzare e commentare mensilmente un argomento scientifico importante partendo, spesso, da un lavoro scientifico che mi ha particolarmente colpito.

L’esigenza di questo Blog nasce dalla constatazione di come esistano diversi siti del genere in lingua inglese, mentre sono assai pochi quelli disponibili in italiano. Tutto ciò a scopo puramente divulgativo, cercando sempre di non dimenticarsi che la pratica medica non è uno studio randomizzato controllato in doppio cieco e che quello che abbiamo davanti è una persona a tutto tondo che soffre per una patologia, non un ginocchio con un LCA rotto.

In fisiatria differenti figure vengono coinvolte nella cura dei problemi del paziente. Medici, fisioterapisti, osteopati, chiropratici, preparatori atletici. Tutte danno spesso risposte differenti alla stessa domanda che ci pone il malato. Credo che il segreto del successo, ossia la guarigione del malato, stia nel collaborare e confrontarsi gli uni con gli altri. Per fare questo però dobbiamo parlare un linguaggio comune e questo linguaggio non può essere altro che quello dettato dalla scienza e dall’evidence based medicine.

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